domenica 26 luglio 2009

L'INGRESSO


L'ingresso è una porta per entrare, attraversare, passare da un posto ad un altro, dall'esterno all'interno o viceversa.

Fin quando si tratta di posti è semplice, basta sapere se tirare o spingere, averne la chiave, la combinazione, la scheda magnetica, la password, l'impronta digitale...

Da sempre, l'accesso ad un luogo privato è preservato da numerose protezioni che garantiscono che solamente le persone autorizzate o più semplicemente quelle gradite, possano entrare.
La porta è un confine ben preciso che delimita lo spazio libero da quello privato o viceversa: nel caso di una prigione accade il contrario e lo spazio si inverte...

Ma per entrare in una persona non è così semplice: le chiavi di accesso non sono materiali nè conoscitive, bensì percettive, emotive... Il tono della voce, la postura, lo sguardo, il modo di porgersi, di essere, vestire, parlare, proporre e proporsi, dare e ricevere, capire e ascoltare, dire e sentire, sfiorare e avvicinarsi, baciare e scaldare il cuore... mille e ancora mille elementi concorrono a creare il codice per cui una persona vi accetta e apre le porte più immense, spaziose, profonde che esistano... quelle di sè stesso.

Questo codice è chiamato AMORE

sabato 4 luglio 2009

L'indennizzo


C'è una quota della nostra vita che si snoda sinuosa come una serpe malevola, infilandosi tra i meandri della mente più cupi e profondi, passando per il cuore e i punti di contatto tra la nostra anima e il mondo reale.

Comprende non solo le cose accadute, ma soprattutto quelle rielaborate consapevolmente e quelle elaborate inconsapevolmente... Un lavoro enorme e abnorme, che rischia in molti casi di entrare in una loop vorticosa e ciclica che porta a soglie di stress inutile e dannosissimo.
Questa quota è alimentata dalle persone intorno a noi che spesso condizionano in peggio le cose proprio perchè si atteggiano una sapienza che non hanno, pretendendo di interpretare il nostro modo di essere attraverso il loro punto di vista.

Solamente noi siamo arbitri, giudici, artefici e carnefici di noi stessi e questo ci dà un potere infinito: quello di decidere riguardo a noi.

A questo punto dobbiamo solamente decidere se amiamo farci del male, o del bene...

Nel primo caso divertitevi pure, nel secondo caso fate la cosa più semplice del mondo: perdonatevi
Senza bisogna di darvi o cercare una spiegazione, perchè questo è tempo perso: indennizzatevi, datevi assoluzione plenaria da qualunque cosa vi affligge anche se non capite neppure cosa sia ad affliggervi.

Concedetevi la libertà di un indennizzo totale e guardatevi intorno: ora vedrete solamente lo spazio sconfinato di chi vive in libertà e senza catene mentali